Lo Zio Tombolone

Condividi!

Il Natale è fatto di tanti bei momenti familiari, dalle delizie della tavola al momento dello scambio dei regali, dalla poesia della nipotina saputella ai fritti in pastella di mamma, ma è niente in confronto all’unico, imperdibile momento ludico di questa antica ricorrenza:

la tombolata con lo zio rompicoglioni.

Prendete uno zio qualsiasi, di quelli simpatici i primi 5 minuti, dategli  il cartellone della tombola (sempre se non se ne sia già impossessato attraverso lascito testamentario) e sarete protagonisti del vostro incubo di Natale.
La tombola con lo zio tombolone nasce sfigata di suo: di solito è quella del cinese, con le cartelle di plastica con le finestrelle trasparenti che si staccano come coriandoli, ritrovandoti così a coprire i numeri con ogni mezzo di fortuna sul tavolo, dalle cocce di mandarini o di noci a svariati detriti non meglio identificati del pranzo appena finito.

Nonostante la tombola non rispetti la normativa CE,  le cartelle acquistano un valore di mercato spropositato grazie allo zio tombolone che decide di alzare il livello della competizione stabilendo un valore a cartella tra i 2,00 e i 4,00€ cad.(iva esclusa).

Stabiliti i premi a salire dall’ambo alla tombola (qualcuno timidamente chiede anche il tombolino, ma non è un premio riconosciuto dai Monopoli di Stato e viene subito mandato a lavare i piatti) e sistemata l’unica cartella che ti sei potuto permettere, l’estrazione inizia.

Con autorità e prepotenza lo zio tombolone, roteando gli occhi, chiama i numeri in un dialetto tutto suo, mescolando il bussolotto di plastica tra aneddoti, storie e curiosità che conosce solo lui.

Nel corso del gioco, classici sono alcuni leitmotiv che si ripetono ogni anno, su ogni tavola e in ogni famiglia; tra i più famosi:

– “Che schifo de cartella…” (In essa è contenuta tutta l’amarezza di un anno di merda)
– È uscito il 70? (Il distratto)
– Ah… questo è bono eh… (Il caustico)
– 23!!! (Molto in voga a Roma)
– Ambooooo (urlato dal cugino emarginato e solo, giù in fondo al tavolo dopo il 50° numero estratto…)
– Er numero mio.. er 17! (L’ottimista di famiglia)
– 99!!! .. ahahahhaah 66 (Ride solo zio)
– Ao vado pe 4 … mescola bene eh! (La fortuna non è frutto del caso)
– 90!!! “La pauraaaaaa….” (Brividi collettivi)

C’è poi il momento del pusher (“che numero te serve?”) dove lo zio tombolone prova a monetizzare la serata vendendo sottobanco “numeri boni”.

Così, mentre i partecipanti si perdono negli aneddoti sulla numerologia e sulla cabala, ti accorgi di Mamma.
Lei è lì, li accanto a te, silenziosa, che timidamente si avvicina col suo occhiale da sarta chiedendoti se è uscito il 14 (e tu faresti di tutto per farlo uscire, lei che ha chiuso solo 4 caselle… dolce! <3 )

Dopo un’ora circa si sente finalmente l’urlo liberatorio: tombola dello zio!!! La sua risata da Joker (quello di Nicholson) mentre apre a cucchiaio le mani per arraffare le monetine sembrano essere il simbolo di un finale amaro già scritto, ma mamma, la MIA mamma, risponde sommessamente: “pure io!!!”

Umiliato zio tombolone resta da chiedersi: come ha fatto Mamma a trovare tutti i numeri e tutti alla fine (14 compreso)? Forse i miracoli di Natale esitono, anche se lei aveva già vinto con i fritti in pastella.

1